L’analisi dei rischi da movimenti ripetitivi degli arti superiori

Domanda

Oggi l’azienda ha illustrato la mappatura sintetica dei rischi, effettuata con il metodo OCRA, di tutto lo stabilimento. L’analisi riguarda 520 postazioni di lavoro su 507.

Risultati: 379 (73%) verdi (rischio assente); 94 (18%) gialle (rischio medio); 47 (9%) rosse (rischio elevato).

Questa è la prima riunione informativa, nei prossimi giorni inizieremo a vedere i loro filmati e faremo le nostre valutazioni. Chiedo un consiglio su questi dati; bisogna considerare che la maggioranza delle postazioni sono sulle linee di montaggio ed una piccola parte in verniciatura.

Risposta

La percentuale del 9% di postazioni “rosse” in una linea di montaggio mi sembra bassa.

A questo punto considerata l’entità del numero di postazioni analizzate (507) diventa fondamentale riuscire a fare la verifica di un numero anche ristretto di postazioni, per esempio 4-5, ma ben distribuito rispetto ai diversi reparti. Per fare la verifica, però, devi richiedere (oltre ai filmati) i dati dettagliati su cui si basa l’analisi aziendale.

Tieni presente che l’analisi va fatta distinta per i 2 arti; ti conviene farla solo per quello che, a prima vista, ti sembra più a rischio (di solito il destro)

Questi suggerimenti sono per gli Rls che hanno effettuato un corso di formazione sul metodo OCRA.


Modalità d’effettuazione delle verifiche:

1. Verifica con filmato (relativo ad una singola fase lavorativa)

Se ti danno i filmati dovresti procedere in questo modo per l’analisi dei singoli fattori di rischio:

a. Fattore di rischio ripetitività (frequenza azioni/min)

– visionare il filmato a velocità normale (per almeno 10 volte) per definire la durata di un singolo ciclo (che, in linea, dovrebbe corrispondere alla cadenza)

– visionare il filmato a velocità lenta (al 50%) per individuare e contare le azioni “tecniche-elementari” di OCRA

– calcolo frequenza az/min

Se non hai tempo disposizione puoi anche fare solo questa verifica; perché è molto probabile che ci siano delle divergenze tra i tuoi risultati e quelli aziendali.

b. Fattore di rischio postura

Questa verifica è più complessa.

Potresti farla solo per le posture più facili da individuare:

– postura spalla : calcola il tempo, nell’ambito di un singolo ciclo, in cui il lavoratore mantiene il braccio ad una distanza di oltre 45° gradi dal busto; calcola, in particolare, il tempo in cui il braccio è ad altezza spalla (o oltre la spalla).

– postura pinch: calcola il tempo in cui il lavoratore mantiene la mano in presa pinch (perché movimenta oggetti piccoli con la punta delle dita)

– altre posture: se riesci puoi calcolare anche i tempi delle posture a rischio del polso e del gomito.

Confronta i tuoi dati con quelli aziendali

c. Fattore di rischio Forza

Devi andare dal lavoratore (che effettua il ciclo che stai verificando) con il foglio della scala di Borg e gli devi fare queste domande:

nell’ambito del ciclo ci sono delle azioni in cui senti di applicare della forza (anche se minima) ?

(se risponde si) Mi puoi elencare (e far vedere) quali sono le azioni “con forza”? (bisogna scriverle su un foglio)

Mi puoi dire, per ognuna delle azioni con forza, come giudichi il tuo sforzo secondo questa scala di valori? (scala di Borg). Confronta i dati ottenuti con quelli aziendali

d. Definizione delle fasi con compiti ripetitivi effettuate da un lavoratore in un turno di lavoro

Questo è un punto importantissimo perché con l’analisi di una fase lavorativa si calcola solo l’indice di rischio per quella fase (al di là del lavoratore che la compie), ma per calcolare l’indice di rischio di un lavoratore bisogna sapere quali fasi effettua in un turno di lavoro. (se effettua per tutto il turno la stessa fase le 2 analisi sono simili).

Devi chiedere al lavoratore:

– quali sono le fasi (con compiti ripetitivi) che effettui, in media, in un turno?

– per quanto tempo effettui, sempre in un turno, ognuna delle fasi?

Confronta i dati ottenuti con quelli aziendali.

2. Verifica senza filmati

Se non riesci ad ottenere i filmati dovresti fare le verifiche dei Fattori di rischio “ripetitività e postura”, secondo le stesse modalità descritte al punto 1a-b, ma andando sulla postazione di lavoro e chiedendo al lavoratore di effettuare in modo lento le azioni della sua fase lavorativa.

Per evitare un impegno eccessivo e per fare più verifiche, ti puoi anche fermare a questo livello: verifica la corrispondenza dei dati dell’analisi aziendale con la realtà lavorativa, se ci sono delle divergenze chiedi di rifare l’analisi.

Sulla base di questi primi dati si può procedere, in seguito, al calcolo completo dell’indice di rischio.

Fonte CGIL
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