Correzione al Testo unico su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Resta l’arresto per il datore di lavoro che non procede alla valutazione del rischio nelle aziende considerate a pericolo rilevante, mentre le sanzioni pecuniarie saranno aumentare del 50% rispetto a quelle previste dalla legge 626 del 1994 sulla sicurezza sul lavoro. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, approvando i correttivi al Testo unico su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (decreto legislativo 81/08), varato dal governo Prodi. Un testo che aveva suscitato la forte avversione delle associazioni datoriali. Ora la parola sul provvedimento passa alle parti sociali. Il testo quindi passerà all’esame della conferenza Stato-Regioni e delle commissioni parlamentari per poi tornare all’esame del governo per il varo definitivo.

”Sulle sanzioni abbiamo fatto una scelta logica”, rimarca il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, spiegando: ”Abbiamo preso i valori del decreto legislativo 626/94 e li abbiamo attualizzati con l’inflazione, cosa che da’ un aumento del 36% e siamo anche andati oltre, decidendo un incremento della sanzione del 50%. Ci sembra un termine ragionevole – aggiunge Sacconi – di innalzamento della sanzione, che si era indebolita nel tempo”. Non solo. ”La sanzione si aggiornerà automaticamente nel tempo ai valori inflattivi. Abbiamo agito sulle sanzioni e sulle ammende, sia quelle penali sia amministrative, perché il penale ha senso quando la violazione è sostanziale e l’amministrativo ha senso quando la violazione è formale”.

”E’ un testo che considero aperto, com’e’ ovvio che sia, se pensiamo alla rilevanza dei pareri che devono venire dalla Conferenza Stato-Regioni e dalle commissioni parlamentari”, aggiunge Sacconi, ricordando che ”l’iter consiste nella prima lettura da parte del Consiglio dei ministri, nell’ulteriore esame della Conferenza Stato-regioni e nell’ulteriore esame delle commissioni di Camera e Senato”.

I correttivi apportati, specifica il ministro, ”si realizzano nell’ambito della legge delega del Governo Prodi e le modifiche sono coerenti coi principi della delega, che questo Governo ha deciso di non mettere in discussione”. Si tratta di correttivi necessari in quanto, sempre secondo Sacconi, ”la redazione del decreto legislativo 81 e’ stata completata a Parlamento sciolto e in piena campagna elettorale e che la redazione fosse stata frettolosa e’ evidente da alcuni grossolani errori”. A riprova di cio’, Sacconi cita l’esempio ”dei valori limiti di piombo ammessi nel sangue che erano stati espressi in milligrammi anziche’ in nanogrammi”.

”E’ un errore grave, una scelta che non si capisce, che la Cgil non comprende e che anche il Paese fa capire a comprendere”, commenta il leader della Cgil Guglielmo Epifani . ”Avevamo chiesto – spiega ancora il leader del sindacato di Corso d’Italia – di non toccare il testo unico, di sperimentare per due anni le indicazioni che il vecchio governo aveva inserito nel provvedimento per verificarne l’efficacia. Il governo invece ha voluto modificarlo”.

Ma la condizione della sicurezza in Italia, secondo la Cgil, ”non ha bisogno di modifiche legislative continue che fanno venire meno qualsiasi certezza nelle norme”. “E di questa modifica – taglia corto Epifani – non se ne sentiva davvero il bisogno. E le correzioni, purtroppo, non si limitano al solo capitolo sulle sanzioni ma si estendono in profondità anche su molti altri capitoli”.

Non si fa attentedere la replica di Sacconi, che dice: ”La Cgil ed Epifani non conoscono il testo e già ci sono manifestazioni e dichiarazioni contrarie. Questa è la prova provata che dalla Cgil c’è solo pregiudizio”. E aggiunge: ”non è più la Cgil di Di Vittorio pronta a confrontarsi sui testi con testardaggine anche con un Governo non amico. Qui abbiamo la Cgil del pregiudizio”.

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