Chip sicurezza


Un chip per la sicurezza dei lavoratori: un’iniziativa dell’INAIL Piemonte
Chip sicurezza

Il dispositivo contiene la storia clinica dei dipendenti e in caso di avvelenamento è in grado di rilevare a quali sostanze il soggetto è stato esposto. Lo strumento è previsto dal protocollo d’intesa firmato dall’INAIL regionale con i sindacati e l’Unione industriali

Un chip pilot con i dati personali e sanitari dei lavoratori per agevolare il lavoro di medici e operatori di Pronto Soccorso in caso di infortunio, e in grado anche di individuare tutte le sostanze tossiche che espongono al rischio i dipendenti. E’ questa una delle novità previste dal protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi da INAIL Regione Piemonte, Unione Industriali, Cgil, Cisl e Uil di Torino, finalizzato a incrementare sul territorio provinciale la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il nuovo chip è un dispositivo con diverse utilità.”Può indicare, per esempio, se un lavoratore è sprovvisto dei mezzi di dotazione individuale (casco, occhiali), che sono a loro volta provvisti di un chip”, spiega il direttore regionale dell’INAIL Pietro Spadafora. In questo caso un allarme segnalerà che il lavoratore non è equipaggiato. Un’altra importante funzione è costituita dalla cartella sanitaria di rischio, che indicherà a quali pericoli il dipendente è stato esposto in altre aziende, e può essere quindi utile a fini epidemiologici e assicurativi. “Inoltre”, conclude il direttore regionale, “è utile quando è necessario un intervento in ospedale. In caso di avvelenamento o di intossicazione chimica il medico o l’operatore del Pronto Soccorso potranno individuare subito le sostanze a cui il lavoratore è stato esposto e intervenire tempestivamente con la terapia più adatta”.

“Questo dispositivo è sicuramente uno strumento all’ avanguardia”, conclude Spadafora, “anche se si tratta soltanto di mettere in pratica quello che già la legge prevede” , essendo la cartella sanitaria del rischio già presente nel Testo Unico 81/2008. Il nuovo chip per la sicurezza verrà sperimentato in due aziende chimiche: la Avigliana della Azimut in cui lavorano oltre 1.200 addetti alla fabbricazione di barche e il nuovo stabilimento di Pinerolo della Colcos che produce accessori per il settore auto.

Tra le iniziative di formazione e informazione previste dal protocollo d’intesa rientra anche la promozione di campagne comuni di comunicazione, la realizzazione di iniziative di studio e ricerca e la valorizzazione delle “buone pratiche”. E ancora: azioni comuni in materia formativa, la realizzazione di un’anagrafe provinciale dei lavoratori per la sicurezza, e la sperimentazione di soluzioni tecnologiche per il contenimento del fenomeno infortunistico.

(Red.soc/ Piemonte)

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