"Sicurezza" fa rima con "attenzione"

Dopo il Meeting di Rimini, sarà la Fiera del Levante – da domani fino al 21 settembre – il secondo appuntamento scelto dall’INAIL per anticipare alcuni dei contenuti della nuova campagna di comunicazione che partirà il prossimo autunno. Una campagna dai forti accenti sperimentali e basata, in particolare, sui concetti di “attenzione” e della sicurezza come “cultura da indossare”. Ne parliamo con Marco Stancati, direttore della comunicazione dell’Istituto.

Stancati, l’INAIL è presente da diversi anni con un proprio stand alla Fiera del Levante di Bari. Perché tanta considerazione per questo appuntamento?

“Si tratta di un momento di enorme interesse pubblico: non solo perché rappresenta l’evento fieristico più importante del Meridione, grazie anche alla sua caratteristica di essere punto di congiunzione tra Occidente e Oriente, ma anche per l’utenza che vi partecipa. Qui, infatti, convergono indistintamente imprenditori e lavoratori: le due categorie di principale riferimento dell’INAIL. Per questo lo abbiamo scelto come scenario per portare avanti la nostra campagna sui comportamenti sicuri che, attualmente in fase sperimentale, partirà in via ufficiale dal prossimo mese di ottobre, in collaborazione col Ministero del Lavoro”.

Può darci qualche anticipazione?

“La campagna durerà 2-3 mesi e si baserà sia su mezzi “classici” come carta stampata, radio e affissioni, sia sui New Media senza trascurare la comunicazione non convenzionale e quella virale. Per la creatività abbiamo avuto due partner molto propositivi: McCann Erickson per le iniziative sui mezzi tradizionali e la società Fabrica di Benetton per la non convenzionale. Sarà basata particolarmente sul concetto di “attenzione”, declinato nei suoi principali aspetti: attenzione ai rischi del lavoro, attenzione ai comportamenti sicuri e – uso volutamente un bisticcio di parole – attenzione anche ai rischi delle cadute di attenzione… Oggi, infatti, il problema non è più quello della sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul problema degli infortuni; sensibilità di fatto ormai diffusa. Adesso si tratta di fare capire il ruolo che ognuno di noi, con i propri comportamenti, può svolgere a favore della sicurezza. Ripeto “ciascuno di noi”: perché siamo tutti lavoratori o datori di lavoro, o le due cose insieme. A tal proposito, nel corso del recente Meeting di Cl di Rimini, abbiamo già proposto con grande successo il braccialetto della sicurezza, una delle iniziative di comunicazione non convenzionale che faranno parte della campagna. A Bari riproporremo l’esperimento con il pubblico di quel grande mercato, indubbiamente diverso dal pubblico del meeting di Rimini. Anche in questo caso il messaggio che vogliamo lanciare è che la sicurezza è, prima di tutto, un abito mentale, una cultura da indossare”.

Quali altre iniziative l’INAIL proporrà durante la Fiera?

“La nostra Direzione Regionale Puglia ripeterà, potenziandola, l’esperienza dei “percorsi di educazione stradale” dell’anno scorso: bambini dai 5 ai 10 anni su automobiline elettriche si cimenteranno su un mini percorso cittadino nel rispetto delle norme di circolazione. Ci aspettiamo non meno di 4mila partecipanti. Per i ragazzi (fino a 22 anni) utilizzeremo invece le potenzialità di Second Life per una esperienza particolarissima di formazione ai comportamenti sicuri: dovranno ripavimentare una via Sparano virtuale muovendosi in un cantiere perfettamente ricostruito e dotato dei Dispositivi di Protezione Individuale. Insomma usiamo la tecnologia per far metabolizzare la sicurezza.

Nel corso della Fiera si svolgerà anche il Public camp dei comunicatori pubblici…

“Sarà un appuntamento molto importante, fortemente voluto dall’Associazione della Comunicazione Pubblica e intelligentemente organizzato da Eugenio Iorio. La filosofia è quella del BarCamp: permettere a tutti di parlare con tutti. Non ci sarà, dunque, il classico pubblico di spettatori “bloccati”, ma partecipanti attivi che si confronteranno su ogni aspetto della comunicazione pubblica. Per quanto mi riguarda, sarò anche docente di uno dei master diffusi di una iniziativa collaterale: un workshop sulla pianificazione dei media nella Pubblica amministrazione e sui metodi di valutazione dell’impatto delle campagne sui cittadini”.

Come definirebbe, oggi, lo stato della comunicazione nella Pa?

“In totale stallo. E quindi da sbloccare. Se, infatti, la legge 150/2000 ha permesso alle Università la formazione di una nuova leva di professionisti in questo settore, è anche vero che il blocco del turn-over nella Pa fa sì che i pochi concorsi avviati abbiano privilegiato altre pesanti carenze (dirigenti, medici, infermieri. E quindi siamo al paradosso. La PA Università forma i comunicatori, il resto della PA ne ha bisogno ma non può assumerli. Di fatto, la nuova linfa scarseggia. Gli esponenti della comunicazione pubblica di oggi arrivano da altri percorsi, ma sono maturi i tempi per l’ingresso di una nuova leva specializzata,. Nel corso del Public camp rifletteremo anche su come fare questo mestiere nel prossimo futuro e su come realizzare questo passaggio di testimone”.

fONTE INAIL

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